Ecotassa 2024: come gestire gli avvisi di accertamento

L’ecotassa è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 con lo scopo di disincentivare l’acquisto di veicoli ad alte emissioni di CO2 e, al contempo, promuovere l’acquisto di auto meno inquinanti, come quelle elettriche o ibride.

L’imposta veniva applicata qualora il veicolo superasse la soglia di emissioni di CO2 pari a 160 g/km, ritenendolo pertanto inquinante. L’importo variava in relazione alla quantità di CO2 emessa dal veicolo.

Il pagamento dell’ecotassa è previsto una sola volta, al momento dell’acquisto dell’auto, e deve essere effettuato prima della data di immatricolazione. Tale adempimento può essere curato direttamente dalla concessionaria, oppure dal contribuente, previa comunicazione da parte della stessa.

Verso la fine del 2024, numerosi cittadini hanno ricevuto avvisi di accertamento dall’Agenzia delle Entrate, che contestano l’omesso pagamento dell’ecotassa. Tali avvisi riguardano anche veicoli acquistati prima dell’entrata in vigore della normativa, ossia prima di marzo 2019.

Molti di questi accertamenti sono risultati illegittimi e possono essere annullati mediante ricorso, da presentare entro 60 giorni dalla notifica dell’atto.

È fondamentale, pertanto, valutare insieme a un professionista la fondatezza dell’accertamento, confrontando i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate con quelli in nostro possesso.

A cura dell’Avv. Alberto Emilio Lolli