Regime forfettario: cosa cambia con la finanziaria 2023

Il Governo Meloni nell’ambito della Legge Bilancio 2023 ha apportato delle modifiche al regime forfettario, ampliando la platea dei contribuenti che vi possono accedere.

Il nuovo regime forfettario 2023

Il 29 dicembre è stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale, la Legge Bilancio 2023 poi entrata in vigore a partire dal primo gennaio. Una delle principali novità è la rivisitazione del regime forfettario inserita nel comma 54. Il governo aveva precedentemente dichiarato l’intenzione di voler portare la soglia massima del regime forfettario a quota 100 mila euro ma, data la situazione del debito pubblico e dei paletti imposti da Bruxelles, è stato preferito fermarsi a 85 mila euro. Quindi, per poter fruire del regime forfettario dal primo gennaio 2023, è necessario fatturare nel corso dell’anno solare non più di 85 mila euro, rispetto ai 65 mila euro del periodo precedente. Rimanendo in questo range, i titolari di partita IVA hanno la possibilità di godere di un’aliquota fissa del 5% nei primi cinque anni di esercizio, se si parla di nuova attività, e di un’aliquota del 15% per gli anni successivi. Attualmente l’emissione della fattura elettronica non è obbligatoria per coloro che fatturano entro i 25 mila euro annui.  In questo momento il sistema si trova in una fase transitoria, avviata il primo luglio 2022, che porterà, molto presto, all’obbligo di emissione della fattura elettronica per tutti i contribuenti in regime forfettario.

Chi può accedere al regime forfettario

Le normative di legge prevedono delle cause di esclusione dall’applicazione del regime forfettario. Oltre al limite dei ricavi/compensi annuali, l’agevolazione è prevista per le persone fisiche, titolari di redditi d’impresa, e lavoratori autonomi (compresi liberi professionisti) residenti sul territorio italiano. Inoltre:

I vantaggi del regime forfettario 2023

Il regime forfettario presenta profili di vantaggio, non solo per le attività che sono state da poco avviate, ma anche per liberi professionisti e imprenditori che da anni si occupano di un determinato servizio e settore. I principali vantaggi sono:

Il meccanismo della fuoriuscita

L’aumento della soglia massima per restare nel regime forfettario, dai precedenti 65 mila euro agli attuali 85 mila euro, ha messo nelle condizioni il governo di valutare delle proposte per impedire che i lavoratori potessero gestire a proprio piacimento le fatturazioni per restare nel sistema. Il nuovo meccanismo obbliga l’immediata fuoriuscita dal regime forfettario non appena, nell’anno solare, vengano fatturati più di 100 mila euro. In pratica la fuoriuscita avviene immediatamente dalla fattura successiva al raggiungimento della suddetta soglia. Se invece il lavoratore nell’anno solare ha superato l’importo di 85 mila euro previsti ma resta al di sotto dei 100 mila euro, allora la fuoriuscita non avviene nell’immediato ma nel successivo anno fiscale. Questo sistema, evidentemente, richiede anche una certa capacità da parte del professionista che segue il lavoratore autonomo nel gestire dal punto di vista fiscale tutta la procedura. In pratica, secondo quanto evidenziato dal testo della Legge di Bilancio, l’imposta dovuta sarà calcolata sul valore aggiunto, a partire dalle operazioni che sono già state eseguite e hanno portato allo sforamento. 

Per non avere problemi e operare correttamente, tenendo conto di tutte le modifiche introdotte per il regime forfettario, è bene affidarsi a strutture esperte e specializzate come il Gruppo Ofelia che prevede servizi specifici per varie tipologie di clienti, tra cui famiglie, privati e imprese di qualsiasi genere.